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sabato 20 settembre 2008

Nanotecnologie per l'informatica

Un gruppo di fisici della materia dell'università di Amburgo in collaborazione con colleghi statunitensi, ha dimostrato la possibilità di realizzare un commutatore magnetico di dimensioni molto piccole, nell'ordine di nanometri, costituito da un bit di ferro magnetizzato. I fisici ritengono che questo risultato ponga le basi per la realizzazione di dispotivi di memoria magnetica notevolmente inferiori di dimensioni rispetto a quelli attuali permettendo così una memorizzazione di dati molto più densa. Sorge però un problema: se il bit diminuisce di dimensioni per permettere di immagazzinare più dati nell'unità di spazio, occorrono delle tecniche nuove onde evitare che gli effetti magnetici in un bit influenzino il comportamento di un bit vicino, cancellando accidentalmente un informazione in esso codificata. Vedremo gli sviluppi.

1 commento:

Unknown ha detto...

Fenomeno conosciuto in letteratura anche come fenomeno di interferenza intersimbolica, per gli amici ISI (Inter-Symbolic Interference).
Eh eh, l'ingengeria uccide....